Profilo

Note biografiche

Beppo Toffolon nasce a Trento nel 1955. Si laurea nel 1981 presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Dal 1982 all'83 è assistente del prof. Romano Burelli presso l'IUAV, dove nel 1987 consegue il Dottorato di ricerca in Composizione architettonica.
È iscritto all'Albo degli architetti di Trento e dal 1982 opera come libero professionista in molteplici settori, dalla progettazione architettonica all'urbanistica, dall'arredamento alle consulenze tecniche.
Dal 2008 è docente a contratto presso il Dipartimento d'Ingegneria civile, ambientale e meccanica di Trento, dove insegna Tecnica urbanistica.
È stato socio fondatore della sezione Trentino dell'Istituto Nazionale di Architettura (In/Arch) di cui è stato segretario fino al 1994. Ha fatto parte della direzione della delegazione di Trento del Fondo per l'Ambiente Italiano (FAI), e ora è presidente della sezione trentina di Italia Nostra.
Suoi progetti sono stati premiati in diversi concorsi locali e nazionali.

 

 

Un punto di vista sull'architettura

C'è progetto e progetto: lo stilista progetta identità per cose effimere; il designer progetta oggetti adeguati per la vita quotidiana; l'architetto progetta strutture permanenti e appropriate  - almeno così dovrebbe essere - per diversi scopi: abitare, lavorare, stare insieme.
La "specialità" di un architetto non sta nel progettare scuole piuttosto che case, ospedali piuttosto che musei. E nemmeno nel progettare usando un unico "linguaggio" che renda la casa simile alla scuola e il museo all'ospedale. Il suo contributo consiste nel disporre di un vasto patrimonio di soluzioni e nel giudizio necessario per individuare la più appropriata allo scopo, al luogo, al contesto.

Progettare è sempre ri-progettare. La scelta sta tra l'accodarsi all'ultima tendenza o ripensare criticamente soluzioni che si sono evolute e sedimentate nel tempo. Proprio come l'ambiente in cui viviamo.
Qualche tempo fa ci si riferiva al secondo caso come al "rapporto tra tipologia e morfologia": un'oscura formula iniziatica per dire che il progetto d'architettura non è vuoto formalismo, né stanca ripetizione di cliché. Per dire che, al contrario, il contributo dell'architetto consiste nel processo colto, razionale, sensibile - possibilmente ispirato - che dai modelli generali e astratti conduce alle forme particolari e concrete. Il processo che può dare una forma migliore alla vostra casa, al vostro ufficio, alla vostra città. Questo è - o dovrebbe essere, secondo me - l'architettura.

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